La risposta della figlia ha lasciato senza parole il poliziotto stradale e ha fatto ridere i suoi colleghi. Piangevano dalle risate.

Tutto come al solito. Sto guidando l’auto appena acquistata con targhe temporanee, senza disturbare nessuno. Ho comprato l’auto una settimana fa.
Accanto a me, sul sedile del passeggero, è seduta mia figlia nel seggiolino per bambini e succhia un lecca-lecca.

Entro in una zona abitata, all’inizio della quale, sul lato destro, c’è una fermata dell’autobus. Intorno ad essa c’è un’enorme area battuta e ci sono subito tre auto della polizia stradale.

La risposta della figlia ha lasciato senza parole il poliziotto stradale e ha fatto ridere i suoi colleghi. Piangevano dalle risate.

Ed ecco che sono come un regalo. Auto con targhe temporanee, bambino sul sedile anteriore. Uno dei nove agenti stradali fa cenno con la paletta di fermarsi.

Obbedisco, sterzo a destra, mi fermo e spengo il motore. L’agente si avvicina, abbasso il finestrino e inizia il dialogo:

Agente della polizia stradale (nome), i suoi documenti! – dice velocemente il tipo in uniforme, e subito passa all’attacco, – perché il bambino è seduto sul sedile anteriore?

La risposta della figlia ha lasciato senza parole il poliziotto stradale e ha fatto ridere i suoi colleghi. Piangevano dalle risate.

Le piace qui! – rispondo impassibile, – non stiamo violando le regole.

Lanciando uno sguardo severo e accertandosi che la bambina è nel seggiolino per bambini e legata con le cinture, l’agente dice deluso:

Capito! Vediamo i suoi documenti?

Tutto a posto! Non perda tempo inutilmente.

No, i numeri sono scaduti! – esclama l’insistente agente.

Sono scaduti per il vecchio proprietario. Io metterò l’auto a registro entro 10 giorni.

La risposta della figlia ha lasciato senza parole il poliziotto stradale e ha fatto ridere i suoi colleghi. Piangevano dalle risate.

Non 10, ma 5 giorni! È uscita una nuova legge! – ribatte l’agente.

E lei l’ha letta? – tiro fuori dalla cassetta del cruscotto una stampa e gliela porgo.

Con un gesto l’agente indica che non ne ha bisogno. Ma, come si dice, la speranza è l’ultima a morire.

Non tutti i giorni si incontrano persone che rispettano e osservano la legge.

La risposta della figlia ha lasciato senza parole il poliziotto stradale e ha fatto ridere i suoi colleghi. Piangevano dalle risate.

Ho solo le targhe temporanee – di Mosca, ma non sono moscovita e non ho soldi da buttare.

Con una smorfia insoddisfatta, l’agente batteva i miei documenti, stretti in una mano, contro l’altra. Voleva tanto trovare un pretesto per ottenere qualcosa da me. Mentre rifletteva, mia figlia tira fuori dalla bocca il lecca-lecca e lo porge all’agente dicendo:

Tieni, zio poliziotto, succhia…
Mi hanno restituito immediatamente i documenti. Ma la frase di rito “Buon viaggio!” è affogata nelle risate dei restanti agenti. Non avevano più tempo per me.

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